MUZZA

ULTIMI LAVORI

Colonia montana: Ferrovieri

Nell’ottobre del 2018 all’età di 89 anni, se n’è andata la signora Adele Valtolina, vedova di Benedetto Vergottini – con il quale è stata per lunghi anni custode della colonia dei ferrovieri di Ballabio. “I miei genitori hanno lavorato per la colonia OPFS (Opera di Previdenza Ferrovie dello Stato) per ben 35 anni” – racconta Gianpiero, uno dei tre figli della coppia. “Papà era addetto, nei mesi invernali, alla manutenzione dell’area verde D’estate, quando la colonia era attiva con i bambini, lui era un tuttofare: faceva varie riparazioni, controllava il cancello, apriva e chiudeva le macchine… Mia mamma invece si occupava della portineria. Mio padre è stato assunto nel 1964 ed è andato in pensione nel 1999″.

Dal 1934 era stata affidata all’OPFS la gestione delle colonie estive delle FS, nel tempo diventarono diciotto: sei montane e dodici marine. Tra quelle montane c’era appunto la colonia Ferrovieri di Ballabio (le altre montane a Limone, Pian di Doccia, Acerno, Gambarie, Ficuzze e quelle marine a Cervia, Bellaria, Riccione, Senigallia, Porto San Giorgio, San Menaio Garganico, Marina di Pisa, due a Calambrone, San Terenzio di Lerici, Castellammare di Stabia, Golfo Aranci).

La colonia di Ballabio oggi è un immobile tenuto chiuso da troppi anni, di proprietà di un soggetto privato che l’ha lasciata così, in attesa di una improbabilissima vendita o di una destinazione profittevole. Che puntualmente non si è mai presentata.

Colonia montana Ferrovieri Milano “Alessandro Mussolini”, nota anche come Colonia Opera di Previdenza Ferrovia dello Stato
Ballabio (LC)
Coordinate 45.89884, 9.4264

Colonia montana: Costanzo Ciano

La struttura fu realizzata tra il 1930 e il 1935 dalla gioventù italiana Littorio. Nel luogo dove ora sorge il CFPA funzionò, negli anni precedenti la seconda guerra mondiale, una Colonia climatica alpina della Federazione fascista. Dopo l’8 settembre 1943, con l’avvento della R.S.I., l’edificio divenne caserma della G.N.R. con un presidio di 30/40 militi che controllavano la Valvarrone e la Valsassina. Nel 1944 ci fu una consistente presenza di formazioni partigiane della 55° Brigata Rosselli che il 13 settembre 1944 attaccarono la caserma e la costrinsero alla resa. Finita la guerra, la struttura rimase abbandonata fino al 1957.

​Grazie alla volontà dell’allora amministrazione comunale, fu ricostruita interamente con i fondi della legge sui danni di guerra. Nel 1972 la proprietà passò alla regione che la rese un Centro di Formazione Alberghiera, rendendola un’istituzione prestigiosa e un punto di riferimento nel sistema formativo alberghiero della regione.


Colonia alpina “Costanzo Ciano”
Casargo (LC)
Coordinate 46.05313, 9.39324

Colonia montana: La Roccolina

La colonia “La Roccolina” (o “Mauri”) è a Cortenova, in provincia di Lecco, alle pendici della Grigna e gode di un incantevole panorama sul territorio. Oggi l’antica colonia è la sede della Scuola Primaria “Giovanni Bellomi”.


Colonia alpina “La Roccolina”, nota anche come Colonia alpina “P. Mauri”
Cortenova (LC)
Coordinate 45.99562, 9.38582

Colonia montana: Sciesopoli

Oggi Sciesopoli è un luogo della memoria abbandonata.

La Brigata ebraica, che faceva parte dell’esercito inglese, aveva setacciato l’Europa dell’Est devastata per raccogliere e portare in Italia i bambini sopravvissuti alla Shoah. Bisognava curarli, farli mangiare, insegnargli una lingua comune, l’ebraico. Racconta lo storico milanese Marco Cavallarin: “La comunità ebraica di Milano, i pochi che erano rimasti, chiese un posto per raggrupparli. Ferruccio Parri, con il prefetto Lombardi, e il sindaco Greppi, decise che c’era la colonia fascista di Sciesopoli, intitolata al patriota Amatore Sciesa”, la colonia più bella d’Europa, secondo la propaganda fascista. Piscina riscaldata, 17mila metri quadri di parco, sala cinema, dormitori con i lettini bianchi, tutti in fila. Era rimasta vuota, “mandiamoli lì”. Così il gioiello del regime era diventato il rifugio delle sue vittime, uno scherzo del destino. La colonia venne affidata alla Brigata ebraica, che riciclò la struttura e ci mise i suoi, di bambini.

Il Comune di Selvino, duemila abitanti, sta facendo una battaglia per salvarlo assieme a Cavallarin e ad alcuni di quei bambini. Tutti rimpatriati nel ’48 nell’unica patria che poteva accoglierli: Israele. Nei kibbutz si sono sposati, hanno avuto figli e poi nipoti e ogni tanto – l’ultima volta nel 2015 – alcuni di loro sono risaliti per questa strada a tornanti, sono arrivati al cancello, l’hanno aperto e si sono messi a ridere e ad abbracciarsi, ricordando che qui è cominciata una vita nuova.

Negli anni successivi, la colonia è stata usata dal Comune di Milano per altri bambini sfortunati, poi nel ’90 è finita all’asta e nelle mani di un’immobiliare che ci voleva fare un albergo. Progetto fallito, tutto è finito ai rovi. Nel campo di calcio sono cresciuti gli alberi, la piscina è interrata. Dentro, rottami e vetri rotti, “hanno rubato tutto, lavandini e termosifoni, ma è ancora un posto meraviglioso”, dice Aurora Cantini, poetessa che vive su questo altopiano.


Colonia Fascista “Sciesopoli”, anche Pio Istituto di Santa Corona, anche Istituto Climatico Permanente
Selvino (BG)
Coordinate 45.79131, 9.7544

Colonia montana: Dalmine

La decisione di costruire un apposito edificio come colonia alpina a Castione della Presolana maturò nel 1930 avendo come obiettivo la salute dei bambini e quando la Società Dalmine ritenne ormai insufficiente ospitare i figli dei dipendenti presso altri istituti. Viene pertanto acquistato a Castione della Presolana un terreno coperto quasi completamente da una pineta e sul quale sono presenti due fabbricati. La Dalmine si era così assicurata la balconata più panoramica.

L’incarico di progettare la nuova colonia è affidato all’arch. Giovanni Greppi (1884-1960), la cui creatività è però ostacolata dal problema del contenimento dei prezzi. L’edificio viene completato e inaugurato solo il 9 luglio 1933 e intitolato alla memoria di Mario Garbagni, presidente della Società da poco deceduto. La nuova colonia si compone di un imponente edificio a quattro piani, che racchiude 55 locali su un’area di 750 mq con un volume di 12.000 mc. La parte di maggior importanza però è rappresentata sicuramente dai giardini, circondati da una pineta e pascoli per 34.000 mq. Il fabbricato si compone di una grande rotonda di testa, dalla sala riunione e sala per attività ricreative, e di un corpo rettangolare, dove sono collocati i dormitoi, l’infermeria, le residenze delle maestre e i vari servizi. La cucina è collegata alla cantina e alla dispensa da una scala interna e un locale intermedio la collega al refettorio.

La colonia ogni anno, poteva accogliere, in due turni estivi, fino a 400 ragazzi figli di dipendenti della Dalmine dai 6 ai 12 anni, a spese della Pro Dalmine, anche per quanto riguardava il vestiario. Se nel 1930, prima della costruzione della colonia, i bambini ospitati a Castione della Presolana erano stati solo 42, nel 1933, primo anno di funzionamento del nuovo edificio, erano stati 245, e 348 nel 1938. Fino al 1972 il registro delle presenze testimonia una sempre costante ospitalità che, negli anni a seguire, si sfilaccerà, fino a cessare del tutto nel 1986 quando il modello pedagogico delle colonie, a base di disciplina e carboidrati, entra in crisi. La giornata dei ragazzi era caratterizzata da cure climatiche, educazione fisica e momenti ricreativi. Ricordi di ragazzi: “ho passato tre estati in quella colonia e ho ricordi bellissimi, nonostante la nostalgia per la famiglia, il posto era talmente accogliente che le giornate passavano in fretta giocando e correndo in lungo e in largo nella pineta e facendo bellissime passeggiate nella mitica valle dei mulini”.

Dagli anni ottanta si sono sprecate le ipotesi di recupero della struttura: da casa di riposo a struttura alberghiera, passando per gioiello del fitness a centro di formazione professionale fino a struttura socio sanitaria e ricreativa. E’ rimasto solo il ricordo di file di pullman, frotte di bambini vestiti di rosso e blu che per tre mesi animavano la vita del paese. Il destino della colonia Dalmine sembrava quello di ospitare l’istituto alberghiero o un campus per tutte le università lombarde o una “summer school”: ad oggi nulla. Solo il tempo ci dirà cosa ne verrà fuori. (Facocetti)


Colonia alpina “Mario Garibagni” alla Presolana, anche Colonia Montana Dalmine
Castione della Presolana (BG)
Coordinate 45.91157, 10.04086

Molino Torretta

A nord del monastero di Viboldone, quasi al confine con l’abitato di Civesio, del molino Torretta, che in base agli esperti potrebbe essere stato il primo insediamento degli Umiliati nella zona, si conserva (ma per quanto tempo ancora?) la muratura perimetrale e qualche tramezzo. Crollato è il tetto, rotti gli ingranaggi interni e la vecchia ruota, sterpi e rovi hanno invaso le vecchie murature. Eppure fino a pochi anni fa era ancora visitabile dai ragazzi delle scuole medie… A pochi metri dal molino scorre la Vettabbia, forza motrice ormai inutilizzata, di cui è possibile vedere il meccanismo delle chiuse.

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ALCUNI PROGETTI

Burg Finstergrun

Burg Finstergrun (Ramingstein, Lungau, Salisburghese, Austria) oggi è costituito da due castelli. Il vecchio castello è conservato solo come una rovina. La sua origine si crede nel XII secolo e fu costruito come fortezza collinare e fortificazione di confine in un punto strategicamente importante. Attaccato al vecchio castello c’è il nuovo, che fu completato nei primi anni del 900. Tuttavia, assomiglia molto ad un castello storico, poiché è stato costruito nello stile del XIII secolo ed entrambe le parti si uniscono per formare un insieme armonioso. Oggi è sede di un ostello.

Colonia marina: Primavera

Le colonie della Riviera Romagnola rappresentano la pietra miliare dello sviluppo turistico delle località Romagnole, tanto che a loro si deve il ruolo di aver permesso la “scoperta del mare” a generazioni di italiani che fino ad allora avevano paura del mare. Lungo i 70 km della costa adriatica sono circa 246 le colonie, di cui almeno i 2/3 oggi sono edifici inutilizzati e abbandonati al degrado.

Questa è la colonia Primavera in Riccione costruita nel 1939.

Colonia marina “Primavera”
Riccione (RN)
Coordinate 44.01825, 12.6386

Fabbrica

Fabbrica: dal latino FABRICA, da FABER fabbro – Edificio, ossia luogo fabbricato; luogo dove si lavora o si fabbrica checchessia (in antico specialmente il ferro). Le fabbriche possono essere paragonate ad un essere vivente. Lo sviluppo tecnologico ha portato alla nascita di strutture sempre più automatizzate e alla morte di altre.

Questo luogo oggi non c’è più… Un pezzo di Paullo scomparso (e non ci manca!).

Al mercato

Resistono. Nonostante tutto i mercati rionali sono il settimanale ritrovo di tante persone. Tra chiacchiere e compere.

Isola di San Giulio

Già sede del Seminario vescovile, nel 1973 venne fondato sull’isola, ormai abbandonata, un monastero benedettino, l’Abbazia Mater Ecclesiae, nel quale vengono svolte importanti ricerche, studi e traduzioni di testi antichi. Il monastero ha anche un laboratorio di restauro e centro di ricerca e studio sui tessuti antichi.

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