I PAULLESI

LE COLONIE

La scoperta della montagna

C’era una volta il mare

ULTIMI LAVORI

Kaprun Castle

La costruzione del castello Kaprun risale quasi certamente al XII secolo. Fu costruito proprio per le ragioni per cui allora si costruivano i castelli: come rifugio, come fortezza, come residenza di famiglie nobili e come status symbol. Fini tra le proprietà dell’Arcivescovo di Salisburgo e nella prima metà del XX secolo era completamente abbandonato.

Per fermarne la decadenza gli imprenditori Kaprun unirono le forze nel 1984 e con determinazione restaurarono il castello: oggi è ancora un palazzo signorile e riporta gli spettatori e i visitatori ai tempi passati.

Schloss Lichtenberg

Schloss Lichtenberg (un tempo Pfleggericht), è un castello arroccato su uno sperone roccioso del Steinernes Meer a circa 60 metri sopra Saalfelden, un comune del salisburghese.

La data esatta della costruzione del castello è sconosciuta ma probabilmente è della prima metà del XIII secolo e per secoli è stato rivendicato dal Vescovo di Chiemsee e dall’Arcivescovo di Salisburgo che alla fine ha avuto la meglio. Nel 1526, il castello fu distrutto dalla rivolta contadina, ma poi fu ricostruito dalla corte di Saalfelden e fu aggiunta anche la possente torre circolare del lato sud-ovest. Negli anni successivi, il quartier generale della guarnigione militare si trasferì in città e il castello cadde in rovina.

Nel 1791 fu emesso un ordine per iniziare senza indugio la ristrutturazione dell’edificio ma non se ne fece niente: era difficile trovare lavoratori senza vertigini e in grado di coprire i tetti!

Acquistato alla fine del XIX secolo dalla nobile famiglia Weiß von Teßbach, che ancora oggi possiede l’intera area, non vengono fornite opportunità di visite turistiche o accesso pubblico. Il castello è in evidente stato di abbandono.

Colonia montana Valledrane

La Colonia montana ‘Benito Mussolini’ eretta in località Valledrane di Treviso Bresciano fu realizzata recuperando le casematte di servizio al vicino forte militare costruito nel 1912: la colonia offriva 130 posti letto ed fu aperta nella seconda metà degli anni 1926

Protagonista dell’operazione è il tisiologo Eugenio Morelli (1881-1961); è il segretario del Sindacato nazionale fascista dei medici e viene incaricato di girare per il Paese in cerca di località idonee a ospitare le nuove strutture. E’ sulla base di queste premesse che nasce l’istituto climatico di Valledrane: 

“La località ben orientata al sole e protetta dai venti, gode di un clima piuttosto mite, con modeste oscillazioni giornaliere di temperatura e pressione barometrica, con bassa gradazione di umidità atmosferica ed assenza di nebbia e di eccessiva nuvolosità: caratteristiche climatiche che consentono, in ogni stagione dell’anno, la massima utilizzazione della vita all’aperto”.

Le cure d’aria e di sole, accompagnate da una corretta alimentazione e dal riposo prolungato, costituivano gli unici rimedi ritenuti validi nel trattamento dei pazienti affetti da tubercolosi.

L’attività è proseguita fino al 1978, quando il Sanatorio venne chiuso definitivamente.

Colonia permanente Benito Mussolini
Valledrane (BS)
45°43’14.4″N 10°26’47.6″E

 

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ALCUNI PROGETTI

Colonia montana Ferrovieri di Ballabio

Nell’ottobre del 2018 all’età di 89 anni, se n’è andata la signora Adele Valtolina, vedova di Benedetto Vergottini – con il quale è stata per lunghi anni custode della colonia dei ferrovieri di Ballabio. “I miei genitori hanno lavorato per la colonia OPAFS (Opera di Previdenza ed Assistenza Ferrovie dello Stato) per ben 35 anni” – racconta Gianpiero, uno dei tre figli della coppia. “Papà era addetto, nei mesi invernali, alla manutenzione dell’area verde D’estate, quando la colonia era attiva con i bambini, lui era un tuttofare: faceva varie riparazioni, controllava il cancello, apriva e chiudeva le macchine… Mia mamma invece si occupava della portineria. Mio padre è stato assunto nel 1964 ed è andato in pensione nel 1999″.

Dal 1934 era stata affidata all’OPAFS la gestione delle colonie estive delle FS, nel tempo diventarono diciotto: sei montane e dodici marine. Tra quelle montane c’era appunto la colonia Ferrovieri di Ballabio. Le altre montane a Limone, Pian di Doccia, Acerno, Gambarie, Ficuzze e quelle marine a Cervia, Bellaria, Riccione (fotografata anche lei), Senigallia, Porto San Giorgio, San Menaio Garganico, Marina di Pisa, due a Calambrone, San Terenzio di Lerici, Castellammare di Stabia, Golfo Aranci.

La colonia di Ballabio oggi è un immobile tenuto chiuso da troppi anni, di proprietà di un soggetto privato che l’ha lasciata così, in attesa di una improbabilissima vendita o di una destinazione profittevole. Che puntualmente non si è mai presentata.

Colonia montana Ferrovieri Milano “Alessandro Mussolini”, nota anche come Colonia montana OPAFS
Ballabio (LC)
Coordinate 45.89884, 9.4264

Colonia montana Beretta

La colonia Beretta del 1937 era il luogo di villeggiatura per i figli della più importante industria armiera trumplina tra il paese di Collio e il passo del Maniva a San Colombano.

Negli ultimi anni di guerra, in particolare nel periodo della Resistenza, il territorio attorno alla colonia registrò violenze e tragedie, che erano legate agli scontri tra partigiani, tedeschi e militi della RSI.

Colonia Beretta
Collio, San Colombano (BS)
Coordinate 45°49’18.6″N 10°23’45.6″E

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