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ULTIMI LAVORI

Ville in Riccione

Riccione possiede ancora oggi un patrimonio storico e architettonico ben più vasto di quello che si possa immaginare. Disseminati qua e là per la città sono conservati alcuni piccoli capolavori liberty e art decò.

Alla fine del XIX secolo si attestano le origini del turismo balneare. Sorgono così le prime ville liberty che danno a Riccione un aspetto elegante e d’elite. E’ il turismo della belle époque, è la Riccione delle cartoline e delle signore in abito lungo che in riva al mare si riparano dal sole con gli ombrellini di pizzo…

Ecco quindi:

  • Villa Dell’Amarissimo
  • Hotel De LaVille
  • Albergo Stazione (2 fotografie)
  • Villa Pullè
  • Villino Graziosi
  • Villino Zanni
  • Villa Levi, poi noto come Albergo Conte Rosso
  • Pensione Florence
  • Villa Fontana
  • Villa Fabbri
  • Villa Emilia
  • Villino Antolini
  • Villa Franceschi (2 fotografie)
  • Hotel De Bains (2 fotografie)
  • Grand Hotel di Riccione (2 fotografie)
  • Villa Margherita (poi Mussolini)
  • Hotel Novecento

Colonia marina Enel

Oggi completamente abbandonata, la Colonia Enel di Riccione, progettata da Giancarlo De Carlo era una colonia a misura di bambino, molto diversa da quelle “strutture di controllo” costruite lungo le coste italiane durante il fascismo.

Opera poco conosciuta e valorizzata nell’ambito della produzione dell’architetto genovese Giancarlo De Carlo, l’edificio si inserisce in quella tendenza che negli anni Cinquanta e Sessanta mette al centro della rappresentazione architettonica la partecipazione del bambino alla vita di gruppo nella colonia stessa. L’organizzazione dei volumi in pianta rompe decisamente con il carattere unitario e autoritario delle architetture marine precedenti e con la maggior parte di quelle coeve.

Si delinea così una colonia a misura di bambino, pensata, progettata e costruita tenendo presente le istanze sociali che la convivenza richiedeva all’interno a all’esterno dell’edificio. Nonostante sia rimasta attiva fino agli anni Novanta, i mutamenti delle pratiche vacanziere, hanno relegato questa significativa opera architettonica all’abbandono assoluto, come la maggior parte delle colonie estive presenti in Romagna.

In anni recenti diverse organizzazioni e istituzioni private si sono adoperate per scongiurare una possibile demolizione della Colonia Enel, che nel 2005 è stata inserita nel Registro delle opere di architettura di qualità del secondo Novecento in Emilia-Romagna.

Ciò che colpisce, oltre alla grandezza e al colore blu che riluce al sole, sono i vari punti di entrata e di salita ai piani superiori. Le scale contrassegnate da differenti colori di intonaco, portano a vari piani collegati tra loro in un intrico di corridoi che fanno inizialmente perdere l’orientamento. La loro esplorazione porterà in ambienti dove le singolari finestre, anch’esse sfalsate tra loro, lasciano sventolare i brandelli delle vecchie tende rosse che ben contrastano col blu cobalto delle piastrelle che rivestono l’edificio.

Assolutamente da vedere prima che il “libero accesso” snaturi ancor più il senso di storia che si respira guardando il mare da questo ormai effimero labirinto.

Colonia Enel
Riccione (RN)
Coordinate 43.9885, 12.68449

Colonia marina Mater Dei

Dalle vecchie terme di Riccione, il lungomare porta verso sud in direzione Misano per la storica via Torino e si scorge un imponente edificio azzurro alto decine di metri per centinaia di metri quadrati d’ingombro: la ex colonia vaticana Mater Dei, poi sede delle scuole elementari, dell’Ufficio di collocamento e, infine, dell’Istituto d’Arte “Fellini”. Il fabbricato del 1950 è in disuso da tempo e non grava alcun vincolo da parte della Soprintendenza: nel 2016, con la presentazione del progetto esecutivo, l’intervento di demolizione e ricostruzione sembrava imminente…

Colonia Mater Dei
Riccione (RN)
Coordinate 43.98726, 12.68492

Colonia Dalmine

Come si può constatare, transitando sulla litoranea Riccione-Rimini si incontra la Dalmine, una delle più importanti colonie che hanno contrassegnato la storia di Riccione. La Società Dalmine (oggi Tenaris), sorta nei primi anni del Novecento a Milano, era (è) un’industria siderurgica specializzata nella produzione di tubi in acciaio senza saldatura, all’avanguardia a partire dagli anni Trenta, non solo nel settore industriale, ma anche nella promozione di attività socio-assistenziali. In questo ambito, l’azienda ha sempre profuso molte energie, e la realizzazione nel 1936 della colonia marina di Riccione, in posizione amena a pochi passi dal mare, ha sempre rappresentato un vanto, com’è ampiamente descritto negli annali della fabbrica lombarda.

L’edificio, progettato dall’architetto milanese Giovanni Greppi (1884-1960), uno tra i principali professionisti dell’epoca, venne costruito su terreni di proprietà dei riccionesi Picagli Garibaldi e Goldoni Milziade, venduti nel 1935 alla Società Stabilimenti Dalmine. L’inaugurazione avvenne in pompa magna, secondo i classici stilemi del regime fascista e con ampio risalto della stampa dell’epoca, che sottolineò il fatto che alla “nuova imponente colonia toccò l’onore elevatissimo d’essere visitata dal Duce”.

Dotata di una superficie di circa 1500 metri quadrati, era circondata da un’area propria, che comprendeva un tratto di oltre 30.000 metri quadri di spiaggia, poteva ospitare ogni anno, in due turni estivi, sino a 400 bambini dai 6 ai 12 anni, a carico della Pro Dalmine, che si accollava anche le spese del vestiario.

Nel 1940, così come altre colonie, venne provvisoriamente requisita dalle autorità, per essere adibita ad ospedale militare. Al termine del secondo conflitto mondiale, la colonia riprese intensamente la propria attività, tanto che dovette essere ulteriormente ampliata, al fine di poter accogliere un numero crescente di ragazzi. Nel 1953, verrà intestata al conte Franco Ratti di Desio che fu, tra l’altro, commissario straordinario della Società Dalmine nel 1945 e suo presidente fino al 1953.

Successivamente, a partire dagli anni Sessanta, l’avvento del turismo di massa, il boom economico, e la conseguente possibilità di potersi permettere, a proprie spese, un periodo di vacanze in una località prescelta, da parte di un sempre maggior numero di famiglie italiane, unito ad un considerevole calo demografico, porteranno alla chiusura della colonia.

Trasformata in un albergo congressuale, dopo gli interventi eseguiti negli anni Ottanta, che ne hanno in solo in parte conservato l’originario aspetto esteriore è un immenso e abbandonato rudere. Dei tre locali di servizio, la grande “lavanderia” è abbandonata, la “palazzina isolamento” è stata demolita e sostituita da una discoteca anch’essa chiusa, mentre la “palazzina del personale” è stata riconvertita in una struttura medica privata.

Un tentativo di recupero dell’immenso parco che completava la struttura è anch’esso fallito: lo Skate Park è un’area brutta e poco invitante.

Colonia Dalmine, poi Hotel Le Conchiglie
Riccione (RN)
Coordinate 44.02273, 12.63223

Colonia marina Serenella

Realizzata a metà degli anni 50, insieme alle vicine colonie costituisce un gruppo di edifici presenti su lato interno della litoranea. Nota alle cronache per gli eventi di nera ha tutti gli accessi chiusi. L’area giardino è utilizzata come parcheggio estivo (e ci vuole un bel coraggio lasciare la macchina…).

<em>Colonia Serenella
</em><em>Riccione (RN)</em>
<em>Coordinate 44.02294, 12.63051</em>

Colonia marina Umbra Pio XII

Realizzata a metà degli anni 50, insieme alle vicine colonie costituisce un gruppo di edifici presenti su lato interno della litoranea. Nota alle cronache per gli eventi di nera ha tutti gli accessi chiusi. L’area giardino è utilizzata come parcheggio estivo (e ci vuole un bel coraggio lasciare la macchina…).

<em>Colonia Umbra Pio XII</em>
<em>Riccione (RN)</em>
<em>Coordinate 44.02374, 12.63092</em>

Colonia marina JHC

La colonia è costituita da tre edifici di quattro piani ciascuno realizzati a metà degli anni 50 e poteva ospitare fino a 700 bambini! È inserita all’interno di un vasto parco e presenta vaste aree attrezzate per il gioco. La struttura è in cemento armato e muratura.

Colonia Junior Holiday Center
Riccione (RN)
Coordinate 44.02147, 12.63369

Colonia marina Ferrovieri

Dal 1934 la gestione delle colonie estive delle FS era stata affidata all’OPAFS e nel tempo diventarono ben diciotto: sei montane e dodici marine. Le montane a Ballabio (fotografata anche quella), Limone, Pian di Doccia, Acerno, Gambarie, Ficuzze e quelle marine a Cervia, Bellaria, Riccione, Senigallia, Porto San Giorgio, San Menaio Garganico, Marina di Pisa, due a Calambrone, San Terenzio di Lerici, Castellammare di Stabia, Golfo Aranci.

L’ex colonia OPAFS di Riccione è stata costruita nel 1923, distribuita su tre piani è stata ampliata negli anni ’50 per ospitare fino a 144 bimbi. E’ situata a ridosso di viale D’Annunzio direttamente sull’arenile. In questi anni si sono alternate varie ipotesi tra demolizione, ristrutturazione e ricostruzione, per ora è sede di una scuola di vela.

Colonia Ferrovieri, Colonia “IX Maggio”
Riccione (RN)
Coordinate 44.0239, 12.63185

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Colonia marina Novarese

Progettata in cemento armato nel 1933-34 dall’ing. Peverelli, la colonia assume con notevole chiarezza espositiva i principi costruttivi, formali e stilistici del razionalismo.

L’ossatura in cemento armato, le finestrature continue a nastro, il disegno semicircolare delle testate valorizzate dal motivo plastico delle rampe. Il centro geometrico e figurativo del fabbricato è costituito dalla torre scala nonché serbatoio d’acqua nella parte alta, nella quale si sommano la monumentalità e finalità celebrative verso il regime (gli elementi decorativi più compromettenti sono stati rimossi nel dopoguerra). I servizi di carattere generale sono ospitati nella parte centrale e nel piano seminterrato delle ali adibito nella parte sud a teatrino. I refettori e le camerate erano situati ai piani superiori.

La colonia rappresenta un importante esempio di architettura razionalista la cui struttura è caratterizzata da fasce alternate di vetro e cemento. Le sue linee si richiamano a quelle del Lingotto di Torino, città di origine del progettista. Dopo la guerra, la colonia riprese a funzionare parzialmente, essendo agibile il solo primo piano. Nel 1961 la chiusura definitiva.

Da metà degli anni 2000 per la colonia si parla di un recupero grazie al progetto (attualmente non realizzato per inceppi burocratico-legislativi) che prevede la realizzazione di un polo del benessere in riviera.

Colonia Novarese, Colonia marina della Federazione Fascista di Novara
Rimini (RN)
Coordinate 44.02619, 12.62729

I calanchi

Queste straordinarie formazioni geologiche  sono originate dall’erosione del terreno argilloso provocata dalle passate deforestazioni e favorita dai continui disseccamenti e dilavamenti, che rendono visibili numerosi fossili marini. Pur essendo un fenomeno piuttosto ricorrente nel paesaggio adriatico, solo nel territorio atriano i calanchi raggiungono, oltre ad una notevole estensione, la massima spettacolarità. L’interno dell’area protetta è caratterizzato da un ambiente molto vario, che rapisce lo sguardo del visitatore: brulle rupi calanchive, fossi, laghetti, macchie boschive, campi coltivati e rimboschimenti si alternano in continuazione.

Schloss Moosham

Schloss Moosham (Unterberg, Lungau, Salisburghese, Austria) fu documentato per la prima volta in un atto del 1191. Fu sequestrato dal principe-arcivescovo di Salisburgo intorno al 1285 e dal XIV secolo in poi fu la residenza di un burgravio episcopale. Nel 1520 divenne sede amministrativa della regione del Lungau e fu il centro amministrativo durante la caccia alle streghe tra il 1675 e il 1690. il principe-arcivescovo di Salisburgo sciolse il baliaggio di Moosham nel 1790, dopodiché il castello decadde. Oggi è una resistenza privata.

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