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Domenica siamo aperti!

Secondo una statistica, un individuo medio di un paese occidentale trascorre il due per cento della sua vita  in un supermercato (Andrew e Geoffrey Randall, 1999) e sembra che oggi non si possa scrivere di supermercati senza evocare la vulgata apocalittica sulla mercificazione.

Per Sklovskij la funzione dell’arte è di farci di nuovo percepire nella sua ricchezza di dettagli ciò che ormai ignoriamo per abitudine: la vita quotidiana, gli oggetti che ci circondano son o il sale dell’arte(Sklovskij, 1929).

Di fronte al supermercato, tuttavia, la percezione non solo è spuria in quanto ideologicamente orientata, ma è anche del tutto anomalo nei suoi risultati. Così in uno spazio dove dominano la mediazione, l’informazione, la confezione, l’obiettivo utopico di un’esperienza immediata del reale, appare quasi improponibile.

Ben prima di queste complicazioni postmoderne, però, il supermercato è un luogo esemplareper la sua prosaicità. Dopo tutto, la sua invenzione è figlia della necessità economica, del bisogno di abbassare i prezzi, risparmiando sul lavoro dei commessi e giovandosi di economie di scala.

Ai limiti della legalità due rappresentazioni del supermercato e delle persone che lo popolano: “Fidati!” e “Domenica siamo aperti!“.

Fidati!

Secondo una statistica, un individuo medio di un paese occidentale trascorre il due per cento della sua vita  in un supermercato (Andrew e Geoffrey Randall, 1999) e sembra che oggi non si possa scrivere di supermercati senza evocare la vulgata apocalittica sulla mercificazione.

Per Sklovskij la funzione dell’arte è di farci di nuovo percepire nella sua ricchezza di dettagli ciò che ormai ignoriamo per abitudine: la vita quotidiana, gli oggetti che ci circondano son o il sale dell’arte(Sklovskij, 1929).

Di fronte al supermercato, tuttavia, la percezione non solo è spuria in quanto ideologicamente orientata, ma è anche del tutto anomalo nei suoi risultati. Così in uno spazio dove dominano la mediazione, l’informazione, la confezione, l’obiettivo utopico di un’esperienza immediata del reale, appare quasi improponibile.

Ben prima di queste complicazioni postmoderne, però, il supermercato è un luogo esemplareper la sua prosaicità. Dopo tutto, la sua invenzione è figlia della necessità economica, del bisogno di abbassare i prezzi, risparmiando sul lavoro dei commessi e giovandosi di economie di scala.

Ai limiti della legalità due rappresentazioni del supermercato e delle persone che lo popolano: “Fidati!” e “Domenica siamo aperti!“.

Il monologo

Davide Verazzani è scrittore e drammaturgo milanese. Dopo aver sceneggiato la web-serie La linea dei topi, si specializza nella produzione di monologhi teatrali: A Life With the Beatles, Game of Sforza, L’ultimo Beatle, La tregua di Natale, Sembrava danzare, Il ’56 storia di calcio e carri armati.

Qui all’opera all’Oltheatre di Peschiera Borromeo, che – per chi non lo sapesse ancora – è tra i più dinamici e fichi teatri d’Italia.

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ALCUNI PROGETTI

Fidati!

Secondo una statistica, un individuo medio di un paese occidentale trascorre il due per cento della sua vita  in un supermercato (Andrew e Geoffrey Randall, 1999) e sembra che oggi non si possa scrivere di supermercati senza evocare la vulgata apocalittica sulla mercificazione.

Per Sklovskij la funzione dell’arte è di farci di nuovo percepire nella sua ricchezza di dettagli ciò che ormai ignoriamo per abitudine: la vita quotidiana, gli oggetti che ci circondano son o il sale dell’arte(Sklovskij, 1929).

Di fronte al supermercato, tuttavia, la percezione non solo è spuria in quanto ideologicamente orientata, ma è anche del tutto anomalo nei suoi risultati. Così in uno spazio dove dominano la mediazione, l’informazione, la confezione, l’obiettivo utopico di un’esperienza immediata del reale, appare quasi improponibile.

Ben prima di queste complicazioni postmoderne, però, il supermercato è un luogo esemplareper la sua prosaicità. Dopo tutto, la sua invenzione è figlia della necessità economica, del bisogno di abbassare i prezzi, risparmiando sul lavoro dei commessi e giovandosi di economie di scala.

Ai limiti della legalità due rappresentazioni del supermercato e delle persone che lo popolano: “Fidati!” e “Domenica siamo aperti!“.

Monte Corru

Parcheggiata l’auto agli Spiazzi di Gromo si costeggiano le piste per raggiungere il rifugio Vodala a 1750 mt. Poco prima di arrivare al rifugio si segue per l’arrivo della pista Nera “Orsini”. Da qui inizia il vero e propio sentiero di montagna abbandonato da sciatori e quant’altro. Si costeggia sotto il monte Corru fino a raggiungere un colletto con residuo di qualche baita…

Un progetto CHIPS.

Fabbrica

Fabbrica: dal latino FABRICA, da FABER fabbro – Edificio, ossia luogo fabbricato; luogo dove si lavora o si fabbrica checchessia (in antico specialmente il ferro). Le fabbriche possono essere paragonate ad un essere vivente. Lo sviluppo tecnologico ha portato alla nascita di strutture sempre più automatizzate e alla morte di altre.

Questo luogo oggi non c’è più… Un pezzo di Paullo scomparso (e non ci manca!).

Alumni 2015 – Bianco e nero

Le alunne e gli alunni del Corso di Fotografia di Base del CFP – Circolo Fotografico Paullese, tenuto in ottobre e novembre 2015 ripresi nella serata dedicata al ritratto. Seri e in bianco e nero.

Alumni 2015 – Colori

Le alunne e gli alunni del Corso di Fotografia di Base del CFP – Circolo Fotografico Paullese, tenuto in ottobre e novembre 2015 ripresi nella serata dedicata al ritratto. Sorridenti e a colori.

Pöllatal e Lungau

Due valli tra Carinzia e Salisburghese divise (e collegate) dal Katschberg nell’Austria meridionale.

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