ABBAZIE: TRACCE DAL PASSATO

Lombardia: lodigiano, sud-milanese (o bazzana come veniva chiamata la ripartizione medioevale) e Milano stessa sono terre ricche di abbazie, monasteri e conventi maschili e femminili… Una raccolta di fotografie di ciò che rimane di un religioso e laborioso passato. Luoghi di fede e di preghiera, ma anche capolavori architettonici e artistici e centri di comunità monastiche, che hanno avuto un ruolo determinante nello sviluppo agricolo del milanese e del lodigiano.

Santa Maria delle Grazie

Risale al 1459 la fondazione di un secondo nucleo di frati domenicani a Milano, in aggiunta al primo, antico insediamento di Sant’ Eustorgio risalente al 1227, di soli undici anni successivo alla fondazione dell’ordine.

L’edificazione della chiesa ebbe inizio, come di consueto, dalla zona absidale, contemporaneamente alla costruzione del convento.

Monastero Maggiore

Il monastero è documentato già in epoca carolingia e riutilizza in parte alcuni edifici romani; ancora oggi fanno parte del complesso una torre poligonale, resto delle antiche mura di Massimiano, e un’altra quadrata, che in origine faceva parte del circo romano.

La chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, il più vasto e antico cenobio femminile di Milano fu iniziata nel 1503 non solo per la cittadinanza ma anche per le monache di clausura, che però non potevano entrare in contatto con il pubblico. Ecco allora la singolare divisione della chiesa in due metà: quella verso la strada – la parte pubblica – è separata da un tramezzo dal cosiddetto Coro delle Monache, riservato alle sole religiose (che sentivano Messa e si comunicavano grazie a una grata posta sul tramezzo stesso).

San Simpliciano

La basilica di San Simpliciano, in origine Basilica Virginum, venne terminata dal successore di Ambrogio, san Simpliciano ed alla sua morte vi fu collocato il suo sepolcro.

Nel IX secolo ne presero possesso i benedettini cluniacensi, nel 1517 la chiesa e il convento passarono ai benedettini cassinesi che vi restarono sino al 1798, anno in cui il convento fu trasformato in caserma.

Il chiostro quattrocentesco, più piccolo, consta di un portico con colonne realizzate in Serizzo di scuola leonardesca.

San Pietro in Gessate

La poco nota chiesa di San Pietro in Gessate (via Corridoni, Milano, proprio di forte al Palazzo di Giustizia) risale al XV secolo ed è un bellissimo esempio di architettura del Quattrocento lombardo.

Le prime testimonianze pervenuteci della chiesa risalgono al XIII secolo, quando viene nominata una chiesa dedicata ai santi Pietro e Paolo “in Glaxiate”, officiata dagli umiliati e la chiesa era dotata di un chiostro, oggi ricostruito e inglobato nella moderna struttura del Liceo scientifico Leonardo da Vinci.

Molti anni dopo, per volere di Maria Teresa d’Austria era stato destinato ad ospitare i ragazzi orfani di Milano, chiamati Martinitt, che potevano rimanere nei locali di San Pietro in Gessate fino ai 18 ed imparare un mestiere per il futuro.

Il chiostro venne trasformato in età napoleonica in un ospedale militare, deteriorando parte di ciò che sarebbe poi stato malamente rovinato dai bombardamenti del 1943. In particolare furono distrutte o gravemente danneggiate tutte le cappelle della navata destra, e l’attiguo convento.

Santa Agnese in Lodi

La chiesa di Sant’Agnese a Lodi fu costruita a partire dal 1351 all’interno del monastero degli Agostiniani, ordine dedito agli studi e molto vicino al Papa. Dopo la soppressione di tale ordine decretata il 23 giugno 1798 dalla Repubblica Cisalpina, la chiesa divenne “sussidiaria” di quella di San Lorenzo.

L’interno è a tre navate di pari altezza, con volte a crociera rette da pilastri cilindrici in mattoni. La struttura, tipicamente “a sala” (“Hallenkirche”), è ancora quasi completamente integra, mentre questo non vale per le opere pittoriche tardogotiche che erano presenti sulle pareti.

L’opera pittorica più importante conservata nella chiesa è sicuramente il Polittico Galliani (1520) di Alberto Piazza, che in origine doveva essere la pala dell’altare maggiore, e in seguito venne collocata nella prima cappella della navata destra.

Cerreto

L’abbazia del Cerreto era un monastero cistercense posto nel territorio lodigiano, nell’attuale centro abitato di Abbadia Cerreto. Era dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Fu fondata nel 1084 dal conte Alberico da Cassino, come monastero benedettino e nel 1139 papa Innocenzo II la cedette ai cistercensi. A partire dal XVI secolo, a causa dello sviluppo del centro abitato circostante, la chiesa abbaziale assunse anche le funzioni di parrocchiale, dedicata all’Assunzione della Beata Vergine Maria. L’abbazia fu soppressa in età napoleonica, nel 1798. La chiesa continua a fungere da parrocchiale.

Crescenzago

L’abbazia di Santa Maria Rossa in Crescenzago, da non confondere con la Chiesa di Santa Maria la Rossa alla Conca Fallata, è un antico edificio di culto di Milano situato in via Domenico Berra nel quartiere di Crescenzago alla periferia nord-orientale della città.

Fu in realtà fondata come canonica attorno all’anno 1140 dall’arcivescovo Robaldo (1136-1146) sul sito di una preesistente cappella dedicata a Maria Vergine. Essa infatti non ospitava monaci bensì sacerdoti (canonici regolari) che sotto la guida di un preposto conducevano vita comune.

Casoretto

L’abbazia di Santa Maria Bianca della Misericordia in Casoretto nella periferia nord orientale di Milano in piazza San Materno.

Sorse nel Quattrocento per volere del nobile Pietro Tanzi, che nella dedica la distinse con l’aggettivo “Bianca” per distinguerla da altre chiese dedicate alla Vergine e sorte nel medesimo periodo: la chiesa di Santa Maria Nera, detta di Loreto, vicino l’odierno piazzale omonimo, e la chiesa di Santa Maria Rossa a Crescenzago. La scelta del bianco pare legata al colore della veste della Vergine nell’affresco che la ritrae all’interno.

Mirasole

Mirasole è un’abbazia della prima metà del XIII secolo. Era una delle cascine-abbazie tenute dall’ordine degli Umiliati, che si dedicavano alla coltivazione dei campi e alla fabbricazione di panni di lana.

Il complesso si articola intorno ad una corte, con l’ingresso sormontato da una torre duecentesca, su cui si affacciano i laboratori e gli edifici agricoli, il chiostro quattrocentesco presenta un porticato scandito da archi e colonne in pietra.

La facciata della chiesa, rivolta a sud, simbolicamente, suggerisce lo sguardo rivolto a Cristo, come sole della vita. L’interno, a navata unica, presenta nel presbiterio una volta affrescata con le figure dei quattro Evangelisti, mentre sulla parete di fondo troviamo la Santissima Trinità, circondata da angeli, e la Vergine Assunta. Sul lato est troviamo una cappella dedicata alla Natività della Vergine.

Morimondo

Fu dall’opera dei monaci cistercensi qui insediatisi dal XII secolo che l’intero abitato di Morimondo ebbe origine e si sviluppò nei secoli. L’abbazia è un esempio di architettura cistercense già evoluta verso lo stile gotico, com’è sottolineato dall’uso della volta a crociera ogivale, che può creare anche campate rettangolari. Infatti nella navata centrale, esse non sono a base quadrata, ma rettangolare, e ad ognuna di esse corrisponde una campata quadrata nelle navate laterali aumentando perciò il senso di verticalità. Inoltre la grandezza di Morimondo è dovuta alla presenza di ben otto campate, diversamente dalle chiese abbaziali precedenti normalmente più piccole. Ma la maestosità della chiesa di Morimondo è data anche dalla totale essenzialità, e dal senso di ordine dei mattoni a vista. Il Rinascimento ed il Barocco non hanno alterato lo stile e l’ordine del XII secolo.

Monluè

Di origini antichissime (era detto Mons luparium o “monte dei lupi”), ospitò dal XIII al XVI secolo un monastero dei frati umiliati, e successivamente si tramutò in una cascina agricola. Questo complesso venne fondato nel 1267 dagli Umiliati di santa Maria di Brera: una cascina a corte chiusa con gli edifici monastici e i rustici agricoli, circondati da prati. Oltre il borgo nel suo assieme, di rilievo particolare la piccola abbazia di San Lorenzo.

Calvenzano

La basilica è stata costruita sul finire dell’XI secolo da monaci appartenenti all’Ordine Benedettino di Cluny e ciò che noi attualmente vediamo copre altre due chiese che sono state costruite in tempi precedenti: un luogo ricco di storia difficile da fotografare. Dopo anni di incuria e’ stata riportata parzialmente al suo antico splendore. Del complesso monasteriale rimane traccia negli edifici che le stanno attorno, oggi residenze private.

Chiaravalle

L’abbazia di Chiaravalle fu fondata nel 1135 da san Bernardo di Clairvaux. Ricca di storia e rifacimenti, ha trovato pace con il ritorno dei cistercensi nel 1952. La torre notare – di forma ottagonale – ospita la più antica campana montata a sistema ambrosiano, viene chiamata nel dialetto milanese “Ciribiciaccola”, e in un’antica filastrocca dialettale se ne parla così:

« Sora del campanin de Ciaravall
gh’è una ciribiciaccola
Con cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
var pusse’e la ciribiciaccola che i soo cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt?
quant i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt voeren ciciarà con la ciribiciaccola
la ciribiciaccola l’è pronta a ciciarà con i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt
la ciribiciaccola la ciciara i ciribiciaccolitt ciciaren
ma la ciciarada de la ciribiciaccola l’è pusse’e lunga de quela de i cinqcentcinquantacinq ciribiciaccolitt »

Viboldone

L’abbazia di Viboldone è situata a Viboldone, frazione della città di San Giuliano Milanese, in provincia di Milano. Fu fondata nel 1176 e completata nel 1348 dagli Umiliati, un ordine religioso formato da monaci, monache e laici che, attorno all’attuale chiesa, conducevano vita di preghiera e di lavoro. Nel 1940 il cardinale Ildefonso Schuster, dopo anni di abbandono, ha offerto l’abbazia a una comunità di religiose benedettine di Priscilla.