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In occasione dell’inaugurazione fu battezzata “Colonia dei Balilla di Genova `Benito Mussolini”, ma contemporaneamente cominciò a essere chiamata genericamente Colonia Genovese, poi in rapida sequenza, durante il periodo fascista, fu di volta in volta intitolata: “Colonia Alpina XXI Aprile”, “Colonia Alpina Benito Mussolini”, “Tendopoli Benito Mussolini”, “Colonia Ansaldo”. Dopo la guerra si alternarono altri nomi: “Colonia climatica di Genova”, “Colonia Alpina”, e infine ancora “Colonia Genovese”, nome con la quale è nota anche oggi.

La Colonia Genovese divenne un preciso punto di riferimento nella storia e nella vita sociale di Piazzatorre. L’imponente edificio (lungo 61 metri, largo 23 e composto da quattro piani oltre al sottotetto) fu considerato all’epoca della costruzione una struttura modello nel suo genere. Nel seminterrato erano ubicati i magazzini; al piano terreno le sale di ricevimento e gli uffici di rappresentanza, il refettorio, la cucina e i locali di servizio; al primo piano i dormitori per i ragazzi, le camerette per gli ufficiali; al secondo piano altri dormitori e, nel sottotetto del corpo centrale, strutturato a mansarda, ancora dormitori e l’infermeria. Circondata da un’ampia pineta e da ben 1200 metri quadrati di prato, la colonia fu voluta dalla Federazione fascista di Genova che la destinò ad accogliere i soggiorni estivi dei ragazzi della città ligure.

Dal mese di luglio del 1928 seicento/mille balilla dagli otto ai dodici anni, più un centinaio di assistenti si alternavano nei mesi estivi nella colonia. Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale la colonia cominciò a ospitare, oltre a ragazzi e giovani di diversa età, anche soldati italiani e stranieri. Dopo la guerra la colonia ospitò gli allievi della Scuola del Corpo Forestale dello Stato, poi fu assegnata al Comune di Genova che continuò per diversi anni a mandarvi i ragazzi della città, negli anni Sessanta fu l’ltalsider di Genova a farne sede dei soggiorni estivi dei figli dei propri dipendenti, quindi verso la metà degli anni Settanta l’edificio fu affittato dall’Opera Bergamasca che lo utilizzò in sostituzione della propria colonia costretta a chiudere. Quindi, negli anni Ottanta il complesso entrò in possesso della Regione Lombardia e continuò ad essere usato come colonia ancora per un decennio, poi negli anni Novanta fu definitivamente chiuso. La colonia è stata infine acquistata, all’inizio di questo secolo, dal comune di Piazzatorre intenzionato a trasformarla in struttura di ricettività turistica.

Qui tutte le fotografie.