COLONIE: C'ERA UNA VOLTA IL MARE

Edifici abbandonati che raccontano un capitolo importante della storia della costa romagnola e che simboleggiano un tipo di vacanza che oggi non c’è più. Questo rappresentano le Colonie Marine di Riccione e Rimini, che ai tempi del fascismo erano vere e proprie cittadelle per il controllo e l’educazione delle nuove generazioni, ma, che in realtà, nacquero ben prima come case di cura per una malattia che nel ‘700 divenne una vera e propria piaga sociale, la Scrofolosi. La scienza pediatrica scoprì, infatti, che l’acqua di mare associata ai raggi solari aveva un effetto benefico su questa patologia che colpiva maggiormente i bimbi che provenivano da contesti molto poveri. Le colonie della Riviera Romagnola rappresentano la pietra miliare dello sviluppo turistico delle località Romagnole, tanto che a loro si deve il ruolo di aver permesso la “scoperta del mare” a generazioni di italiani che fino ad allora avevano paura del mare. Lungo i 70 km della costa adriatica sono circa 246 le colonie, di cui almeno i 2/3 oggi sono edifici inutilizzati e abbandonati al degrado.

Colonia marina Bolognese

La colonia Bolognese in Rimini, commissionata dalla Federazione dei Fasci di Combattimento di Riccione, inaugurata il primo agosto 1932 e terminata nel 1934, cessa la sua attività nel 1977. Durante i 45 anni di attività assume tre denominazioni diverse: Decima Legio (nome del Fascio di Bologna) dal 1932 al 1945; Colonia Marina Bolognese dal 1947 al 1959; Colonia Marina Bolognese Cardinal Lercaro dal 1960 al 1977. Progettata dall’Ingegnere Ildebrando Tabarroni, ora versa in stato di abbandono.

La Colonia comprende un fabbricato centrale che si eleva su tre piani, dove al piano terra trovano posto la cucina ed i servizi inerenti, al piano rialzato gli uffici di direzione ed amministrazione, ed al piano superiore le infermerie. Il fabbricato centrale divide i due reparti per maschi e per femmine. Ogni reparto comprende due padiglioni a tre piani, dove al piano terra vi sono i bagni di pulizia per entrambi (in tinozza ed a doccia), ed i locali ad uso guardaroba, stireria, magazzino, oltre ai refettori nel lato verso mare; al piano rialzato trovano posto i locali di soggiorno e di ricreazione, dove si raccoglievano i bambini durante le giornate di cattivo tempo quando cioè non sarebbe possibile ed opportuno tenerli sulla spiaggia. I dormitori sono suddivisi fra gli ultimi due piani. Fra i due padiglioni menzionati, tanto nel reparto maschile che in quello femminile, opportunamente isolato, ma comunicante coi padiglioni mediante una galleria coperta, si trova un piccolo fabbricato dove trovano posto le latrine, i lavabi, i locali di servizio e del personale.

Colonia “Decima Legio”, anche “Bolognese”, anche “Cardinal Lercaro”
Rimini (RN)
Coordinate 44.02573, 12.62982

Colonia marina Carpi

Questa è la colonia Carpi in Riccione: un modesto edificio degli anni Trenta che si trova all’angolo tra via D’Annunzio e il fiume Marano.

Colonia marina “Adriatica Soliera Carpi”
Riccione (RN)
Coordinate 44.01978, 12.63651

Colonia marina Casa del Bimbo

La colonia Casa del Bimbo in Riccione rientra nel complesso delle ex colonie abbandonate nel confine tra Riccione e Rimini. Era sede delle colonie marine delle società telefoniche Stipel, Telve e Timo. Costruita tra il 1950 e il ’53 l’edificio si sviluppa su quattro piani e poteva ospitare 120 bambini. La superficie coperta di 830 mq. è collocato in un’area molto ampia di 3.575 mq. Negli ultimi anni l’edificio è spesso finito nelle cronache dei giornali perché rifugio di senzatetto e per gli atti criminosi che si sono consumati al suo interno.

Un progetto del Comune di Riccione del 2003 prevedeva la sua trasformazione per attività turistiche. Ad oggi nulla di fatto.

Colonia Casa del Bimbo
Riccione (RN)
Coordinate 44.02345, 12.63136

Colonia marina Comasca

Nel 1903 il dott. De Orchi propose alle principali autorità della città di Como la costruzione di un apposito edificio a Rimini da destinare a colonia marina comasca. La proposta fu subito accolta con entusiasmo da tutti qualche anno più tardi si decise di associare alla cura marina anche quella montana con l’istituzione di una Colonia Alpina a Casasco Intelvi. Le due guerre mondiali che seguirono, segnarono un periodo difficile per entrambe le colonie, requisite e adibite ad utilizzi militari o all’accoglienza di profughi. Solo nel 1948 fu possibile iniziare i primi lavori di ripristino che portarono ad una loro celere rinascita. Dalla fine degli anni ’60 l’interesse delle famiglie ad inviare i propri figli a questi soggiorni diminuì e si decise di vendere la colonia. L’immobile di Rimini del 1907, sottoposto a vincolo storico, è stato restaurato tra il 2001 e il 2004 recuperando le caratteristiche originarie della struttura e destinandolo ad edificio scolastico (Istituto Karen – CL)

Colonia De Orchi, Colonia Comasca
Rimini (RN)
Coordinate 44.04909, 12.60129

Colonia marina Dalmine

Come si può constatare, transitando sulla litoranea Riccione-Rimini si incontra la Dalmine, una delle più importanti colonie che hanno contrassegnato la storia di Riccione. La Società Dalmine (oggi Tenaris), sorta nei primi anni del Novecento a Milano, era (è) un’industria siderurgica specializzata nella produzione di tubi in acciaio senza saldatura, all’avanguardia a partire dagli anni Trenta, non solo nel settore industriale, ma anche nella promozione di attività socio-assistenziali. In questo ambito, l’azienda ha sempre profuso molte energie, e la realizzazione nel 1936 della colonia marina di Riccione, in posizione amena a pochi passi dal mare, ha sempre rappresentato un vanto, com’è ampiamente descritto negli annali della fabbrica lombarda.

L’edificio, progettato dall’architetto milanese Giovanni Greppi (1884-1960), uno tra i principali professionisti dell’epoca, venne costruito su terreni di proprietà dei riccionesi Picagli Garibaldi e Goldoni Milziade, venduti nel 1935 alla Società Stabilimenti Dalmine. L’inaugurazione avvenne in pompa magna, secondo i classici stilemi del regime fascista e con ampio risalto della stampa dell’epoca, che sottolineò il fatto che alla “nuova imponente colonia toccò l’onore elevatissimo d’essere visitata dal Duce”.

Dotata di una superficie di circa 1500 metri quadrati, era circondata da un’area propria, che comprendeva un tratto di oltre 30.000 metri quadri di spiaggia, poteva ospitare ogni anno, in due turni estivi, sino a 400 bambini dai 6 ai 12 anni, a carico della Pro Dalmine, che si accollava anche le spese del vestiario.

Nel 1940, così come altre colonie, venne provvisoriamente requisita dalle autorità, per essere adibita ad ospedale militare. Al termine del secondo conflitto mondiale, la colonia riprese intensamente la propria attività, tanto che dovette essere ulteriormente ampliata, al fine di poter accogliere un numero crescente di ragazzi. Nel 1953, verrà intestata al conte Franco Ratti di Desio che fu, tra l’altro, commissario straordinario della Società Dalmine nel 1945 e suo presidente fino al 1953.

Successivamente, a partire dagli anni Sessanta, l’avvento del turismo di massa, il boom economico, e la conseguente possibilità di potersi permettere, a proprie spese, un periodo di vacanze in una località prescelta, da parte di un sempre maggior numero di famiglie italiane, unito ad un considerevole calo demografico, porteranno alla chiusura della colonia.

Trasformata in un albergo congressuale, dopo gli interventi eseguiti negli anni Ottanta, che ne hanno in solo in parte conservato l’originario aspetto esteriore è un immenso e abbandonato rudere. Dei tre locali di servizio, la grande “lavanderia” è abbandonata, la “palazzina isolamento” è stata demolita e sostituita da una discoteca anch’essa chiusa, mentre la “palazzina del personale” è stata riconvertita in una struttura medica privata.

Un tentativo di recupero dell’immenso parco che completava la struttura è anch’esso fallito: lo Skate Park è un’area brutta e poco invitante.

Colonia Dalmine, poi Hotel Le Conchiglie
Riccione (RN)
Coordinate 44.02273, 12.63223

Colonia marina Enel

Oggi completamente abbandonata, la Colonia Enel di Riccione, progettata da Giancarlo De Carlo era una colonia a misura di bambino, molto diversa da quelle “strutture di controllo” costruite lungo le coste italiane durante il fascismo.

Opera poco conosciuta e valorizzata nell’ambito della produzione dell’architetto genovese Giancarlo De Carlo, l’edificio si inserisce in quella tendenza che negli anni Cinquanta e Sessanta mette al centro della rappresentazione architettonica la partecipazione del bambino alla vita di gruppo nella colonia stessa. L’organizzazione dei volumi in pianta rompe decisamente con il carattere unitario e autoritario delle architetture marine precedenti e con la maggior parte di quelle coeve.

Si delinea così una colonia a misura di bambino, pensata, progettata e costruita tenendo presente le istanze sociali che la convivenza richiedeva all’interno a all’esterno dell’edificio. Nonostante sia rimasta attiva fino agli anni Novanta, i mutamenti delle pratiche vacanziere, hanno relegato questa significativa opera architettonica all’abbandono assoluto, come la maggior parte delle colonie estive presenti in Romagna.

In anni recenti diverse organizzazioni e istituzioni private si sono adoperate per scongiurare una possibile demolizione della Colonia Enel, che nel 2005 è stata inserita nel Registro delle opere di architettura di qualità del secondo Novecento in Emilia-Romagna.

Ciò che colpisce, oltre alla grandezza e al colore blu che riluce al sole, sono i vari punti di entrata e di salita ai piani superiori. Le scale contrassegnate da differenti colori di intonaco, portano a vari piani collegati tra loro in un intrico di corridoi che fanno inizialmente perdere l’orientamento. La loro esplorazione porterà in ambienti dove le singolari finestre, anch’esse sfalsate tra loro, lasciano sventolare i brandelli delle vecchie tende rosse che ben contrastano col blu cobalto delle piastrelle che rivestono l’edificio.

Assolutamente da vedere prima che il “libero accesso” snaturi ancor più il senso di storia che si respira guardando il mare da questo ormai effimero labirinto.

Colonia Enel
Riccione (RN)
Coordinate 43.9885, 12.68449

Colonia marina Ferrovieri

Dal 1934 la gestione delle colonie estive delle FS era stata affidata all’OPAFS e nel tempo diventarono ben diciotto: sei montane e dodici marine. Le montane a Ballabio (fotografata anche quella), Limone, Pian di Doccia, Acerno, Gambarie, Ficuzze e quelle marine a Cervia, Bellaria, Riccione, Senigallia, Porto San Giorgio, San Menaio Garganico, Marina di Pisa, due a Calambrone, San Terenzio di Lerici, Castellammare di Stabia, Golfo Aranci.

L’ex colonia OPAFS di Riccione è stata costruita nel 1923, distribuita su tre piani è stata ampliata negli anni ’50 per ospitare fino a 144 bimbi. E’ situata a ridosso di viale D’Annunzio direttamente sull’arenile. In questi anni si sono alternate varie ipotesi tra demolizione, ristrutturazione e ricostruzione, per ora è sede di una scuola di vela.

Colonia Ferrovieri, Colonia “IX Maggio”
Riccione (RN)
Coordinate 44.0239, 12.63185

Colonia marina Forlivese

Su progetto dell’ing. Arnaldo Fuzzi, forlivese – uno dei massimi esponenti dell’architettura razionalista del ventennio – con alle dipendenze maestranze riminesi, in soli ottanta giorni l’edificio venne costruito. L’inaugurazione ebbe luogo il 15 agosto 1930 alla presenza di autorità locali e di governo.

La colonia funzionò sino allo scoppio del secondo conflitto mondiale, accogliendo ogni estate i bambini della Provincia di Forlì. All’inizio della guerra, venne requisita e adibita ad ospedale militare, e come tale rimase per tutto il conflitto; nel periodo susseguente all’8 settembre del 1943 subì anche vari danneggiamenti e furti di attrezzature e suppellettili.

Ritornata finalmente la pace, fu riportata nel 1947 alla sua originaria attività dopo essere stata sottoposta ad una serie di lavori di sistemazione funzionale, resisi indispensabili dopo le manomissioni ed i danni subiti negli anni del conflitto. In questa sua funzione di colonia continuò a ospitare nel periodo estivo fanciulli e bambini della provincia di Forlì e degli Industriali di Bologna sino a metà degli anni settanta, quando finì per perdere la sua ragion d’essere con l’avvento delle vacanze di massa per tutte le famiglie.

I lavori di ripristino per rendere l’edificio idoneo ad un nuovo e diverso utilizzo vennero avviati nel 1978 dall’ Amministrazione Provinciale di Forlì nel 1978, con l’intento di trasferirvi l’istituto Tecnico per il Turismo Marco Polo. Questi lavori furono progettati e realizzati con una corretta metodologia d’intervento, tesa a conservare gli elementi architettonici e decorativi della costruzione principale, caratterizzata da un impianto tradizionale e padiglioni accorpati su modulo tripartito.

Colonia Forlivese, Colonia marina Arnaldo Mussolini, Colonia marina Industriale di Bologna
Rimini (RN)
Coordinate 44.04229, 12.60945

Colonia marina JHC

La colonia è costituita da tre edifici di quattro piani ciascuno realizzati a metà degli anni 50 e poteva ospitare fino a 700 bambini! È inserita all’interno di un vasto parco e presenta vaste aree attrezzate per il gioco. La struttura è in cemento armato e muratura.

Colonia Junior Holiday Center
Riccione (RN)
Coordinate 44.02147, 12.63369

Colonia marina Mater Dei

Dalle vecchie terme di Riccione, il lungomare porta verso sud in direzione Misano per la storica via Torino e si scorge un imponente edificio azzurro alto decine di metri per centinaia di metri quadrati d’ingombro: la ex colonia vaticana Mater Dei, poi sede delle scuole elementari, dell’Ufficio di collocamento e, infine, dell’Istituto d’Arte “Fellini”. Il fabbricato del 1950 è in disuso da tempo e non grava alcun vincolo da parte della Soprintendenza: nel 2016, con la presentazione del progetto esecutivo, l’intervento di demolizione e ricostruzione sembrava imminente…

Colonia Mater Dei
Riccione (RN)
Coordinate 43.98726, 12.68492

Colonia marina Murri

Realizzata dall’architetto Giulio Marcovigi, nel 1911, intitolato al famoso patologo dell’Università di Bologna Augusto Murri, fu utilizzata fra le due Guerre Mondiali per ospitare e curare i bambini affetti di scofolosi, più tardi ospitando semplicemente bambini poveri.

La struttura della colonia Murri rappresenta la tardiva applicazione di una tipologia architettonica ospedaliera basata sulle teorie mediche della fine del XIX secolo. Le facciate sono rivestite in laterizio, con basamento intonacato, dissimulando l’utilizzo del cemento armato che permette di ottenere due grandi camerate a pianta libera per ogni piano, separate dal corridoio passante.

Ad oggi unica zona recuperata è l’area esterna utilizzata come parcheggio…

Colonia Murri
Rimini (RN)
Coordinate 44.04704, 12.60345

Colonia marina Novarese

Progettata in cemento armato nel 1933-34 dall’ing. Peverelli, la colonia assume con notevole chiarezza espositiva i principi costruttivi, formali e stilistici del razionalismo.

L’ossatura in cemento armato, le finestrature continue a nastro, il disegno semicircolare delle testate valorizzate dal motivo plastico delle rampe. Il centro geometrico e figurativo del fabbricato è costituito dalla torre scala nonché serbatoio d’acqua nella parte alta, nella quale si sommano la monumentalità e finalità celebrative verso il regime (gli elementi decorativi più compromettenti sono stati rimossi nel dopoguerra). I servizi di carattere generale sono ospitati nella parte centrale e nel piano seminterrato delle ali adibito nella parte sud a teatrino. I refettori e le camerate erano situati ai piani superiori.

La colonia rappresenta un importante esempio di architettura razionalista la cui struttura è caratterizzata da fasce alternate di vetro e cemento. Le sue linee si richiamano a quelle del Lingotto di Torino, città di origine del progettista. Dopo la guerra, la colonia riprese a funzionare parzialmente, essendo agibile il solo primo piano. Nel 1961 la chiusura definitiva.

Da metà degli anni 2000 per la colonia si parla di un recupero grazie al progetto (attualmente non realizzato per inceppi burocratico-legislativi) che prevede la realizzazione di un polo del benessere in riviera.

Colonia Novarese, Colonia marina della Federazione Fascista di Novara
Rimini (RN)
Coordinate 44.02619, 12.62729

Colonia marina Patronato

Nel ’26 sorge la Colonia marina del patronato scolastico, prima costruzione attrezzata per cure estive con scopo “eminentemente profilattico”. Oggi è sede dell’Istituto Alberghiero Malatesta di Rimini.

Colonia Patronato Scolastico
Rimini (RN)
Coordinate 44.04421, 12.60639

Colonia marina Primavera

Le colonie della Riviera Romagnola rappresentano la pietra miliare dello sviluppo turistico delle località Romagnole, tanto che a loro si deve il ruolo di aver permesso la “scoperta del mare” a generazioni di italiani che fino ad allora avevano paura del mare. Lungo i 70 km della costa adriatica sono circa 246 le colonie, di cui almeno i 2/3 oggi sono edifici inutilizzati e abbandonati al degrado.

Questa è la colonia Primavera in Riccione costruita nel 1939.

Colonia marina “Primavera”
Riccione (RN)
Coordinate 44.01825, 12.6386

Colonia marina Reggiana

La Colonia Marina “Reggiana” si chiamava “Amos Maramotti” e fu costruita in soli tre mesi, nel 1934, su progetto dell’ingegner Costantino Costantini. E’ composta di tre corpi di fabbrica, sfalsati e disposti in diagonale rispetto all’andamento della costa, così da avere i prospetti maggiori orientati verso Est e verso Ovest, secondo l’asse eliotermico, come prescritto dalle norme igienico sanitarie della tipologia edilizia.

I padiglioni, che si sviluppano su tre piani, sono congiunti da due corridoi e da tre corpi scala semicircolari aggettanti risolvono i collegamenti verticali. I due padiglioni adibiti a dormitori hanno ampie finestre a sviluppo orizzontale che corrispondono alle grandi camerate, con balconate affacciate verso il mare. Gli ambienti di servizio, attestati sui lati corti, sono contraddistinti da finestre circolari di gusto navale. Il corpo d’ingresso, che ospita il refettorio, presenta gli unici elementi di differenziazione: il tetto piano terrazzato e una balconata ricavata dall’arretramento dell’ultimo piano, rivolta non verso il mare ma verso il piccolo giardino retrostante.

L’architettura viene data un’interpretazione rigorosamente funzionale, che opera una estrema semplificazione e riduzione degli elementi compositivi razionalisti. Costruita in cemento armato antisismico, ha la caratteristica, grazie al suo impianto planimetrico, di permettere ogni eventuale ampliamento addizionando semplicemente nuovi copri di fabbrica, senza stravolgere il disegno generale.

Colonia marina “Amos Maramotti”, anche Colonia marina Reggiana o Centro Vacanze Reggio Emilia
Riccione (RN)
Coordinate 44.02164, 12.63478

Colonia marina SADE

Realizzata a partire dagli anni trenta, più volte rimaneggiata e ingrandita fino agli anni cinquanta… attende il miracolo di una rinascita o la definitiva demolizione…

Colonia Sade, Colonia Enel – Venezia
Rimini (RN)
Coordinate 44.04086, 12.61091

Colonia marina Serenella

Realizzata a metà degli anni 50, insieme alle vicine colonie costituisce un gruppo di edifici presenti su lato interno della litoranea. Nota alle cronache per gli eventi di nera ha tutti gli accessi chiusi. L’area giardino è utilizzata come parcheggio estivo (e ci vuole un bel coraggio lasciare la macchina…).

<em>Colonia Serenella
</em><em>Riccione (RN)</em>
<em>Coordinate 44.02294, 12.63051</em>

Colonia marina Umbra Pio XII

Realizzata a metà degli anni 50, insieme alle vicine colonie costituisce un gruppo di edifici presenti su lato interno della litoranea. Nota alle cronache per gli eventi di nera ha tutti gli accessi chiusi. L’area giardino è utilizzata come parcheggio estivo (e ci vuole un bel coraggio lasciare la macchina…).

<em>Colonia Umbra Pio XII</em>
<em>Riccione (RN)</em>
<em>Coordinate 44.02374, 12.63092</em>

Colonie marine del Sacro Volto

Tre colonie, certamente non paragonabili in termini dimensionali ma soprattutto in termini di valore storico sono presenti nell’area settentrionale della zona del Marano:

  • Colonia Santo Volto: L’edifico, costruito nel 1951, è di proprietà di un ente religioso, si sviluppa su quattro piani.
  • Colonia Bianca o Santo Volto Bergamasca: L’edificio, costruito nel 1949, è di proprietà dello stesso ente religioso della Colonia Santo Volto, si sviluppa su tre piani. La struttura è in cemento armato e muratura.
  • Colonia Villa Margherita: L’edificio, costruito nel 1920, è di proprietà privata, si sviluppa su due piani e la struttura è in muratura (non fotografata perchè una dolce vecchietta mi tirava le padelle…)

Le due strutture dell’ente religioso appaiono abbandonate, la Villa Margherita ristrutturata è utilizzata come casa vacanze.

Colonie Santo Volto e Colonia Bianca o Santo Volto Bergamasca
Rimini (RN)
Coordinate 44.02772, 12.62655