Bianco e nero

Schloss Fischhorn

Schloss Fischhorn è un castello a Bruck sulla Großglocknerstraße a Pinzgau. Si trova su una collina al confine con Zell am See e domina la valle di Salzach e l’Oberpinzgau in direzione ovest. Il castello è di proprietà privata e non è accessibile al pubblico.

Un primo edificio fortificato fu probabilmente costruito intorno al 1200 e il castello apparteneva probabilmente ai signori di Goldegg, un’antica famiglia nobile di Salisburgo di Goldegg a Pongau. Successivamente il castello serviva sia come residenza per i vescovi sia come alloggio della tutela dei possedimenti Pinzgau della diocesi di Chiemsee. Rivolte, saccheggi, incendi, vendite varie, sequestri durante la guerra rendono la storia del Schloss Fischhorn degna di un romanzo. Dal 7 al 9 maggio 1945 Göring visse con Emmy e la figlia Edda nel castello prima di essere trasferito a Kitzbühel.

Delle forme neogotiche che lo rendevano unico, oggi rimane ben poco. Dal 2000 è stato restaurato da un privato e viene utilizzato per eventi culturali e mondani.

Schloss Ritzen

Schloss Ritzen (precedentemente noto come Grub) è uno dei castelli nel comune di Saalfelden nel salisburghese. A partire da un complesso del primo medioevo, la struttura dell’edificio cambiò costantemente nel corso dei secoli, continuamente demolito e ricostruito. Nel 1892 un incendio distrusse gran parte della proprietà e solo quando il castello Ritzen è diventato di proprietà pubblica a metà del XX secolo, è stato possibile prevenirne l’abbandono.

Dal 1968, l’edificio ospita il noto Heimatmuseum di Saalfeldner con una mostra di presepi molto preziosa e ampiamente conosciuta.

I Paullesi

Ho incontrato decine di donne e uomini, alcuni paullesi nati da generazioni, altri recentemente radicati, di tutte le età, di ogni provenienza, quelli noti e quelli anonimi che di solito non vengono consultati e le cui parole definiscono una geografia a misura d’uomo che va oltre i confini della città.

In collaborazione con l’Amministrazione Comunale della Città di Paullo e il Circolo Fotografico Paullese, vogliamo ritrarre i paullesi di oggi per produrre una installazione sull’identità. In un momento di globalizzazione ma tentati dall’isolamento, abbiamo chiesto a ciascuno di loro chi è il paullese oggi? In un confronto faccia a faccia, ci si rende conto che negli occhi dell’altro, non importa quanto diverso, si può andare alla ricerca della propria identità.

Abbiamo scoperto che Paullo è ricca di cittadini inaspettati: falegnami e artigiani scultori o pittori, pensionati che scrivono, studenti, impiegati, professionisti che recitano, cantano e suonano, operai che vestiti da clown regalano un sorriso negli ospedali…

Se vuoi partecipare al progetto, scrivi a info@circolofotografico.com e prenota il tuo ritratto.

Kaprun Castle

La costruzione del castello Kaprun risale quasi certamente al XII secolo. Fu costruito proprio per le ragioni per cui allora si costruivano i castelli: come rifugio, come fortezza, come residenza di famiglie nobili e come status symbol. Fini tra le proprietà dell’Arcivescovo di Salisburgo e nella prima metà del XX secolo era completamente abbandonato.

Per fermarne la decadenza gli imprenditori Kaprun unirono le forze nel 1984 e con determinazione restaurarono il castello: oggi è ancora un palazzo signorile e riporta gli spettatori e i visitatori ai tempi passati.

Schloss Lichtenberg

Schloss Lichtenberg (un tempo Pfleggericht), è un castello arroccato su uno sperone roccioso del Steinernes Meer a circa 60 metri sopra Saalfelden, un comune del salisburghese.

La data esatta della costruzione del castello è sconosciuta ma probabilmente è della prima metà del XIII secolo e per secoli è stato rivendicato dal Vescovo di Chiemsee e dall’Arcivescovo di Salisburgo che alla fine ha avuto la meglio. Nel 1526, il castello fu distrutto dalla rivolta contadina, ma poi fu ricostruito dalla corte di Saalfelden e fu aggiunta anche la possente torre circolare del lato sud-ovest. Negli anni successivi, il quartier generale della guarnigione militare si trasferì in città e il castello cadde in rovina.

Nel 1791 fu emesso un ordine per iniziare senza indugio la ristrutturazione dell’edificio ma non se ne fece niente: era difficile trovare lavoratori senza vertigini e in grado di coprire i tetti!

Acquistato alla fine del XIX secolo dalla nobile famiglia Weiß von Teßbach, che ancora oggi possiede l’intera area, non vengono fornite opportunità di visite turistiche o accesso pubblico. Il castello è in evidente stato di abbandono.

Festung Hohenwerfen

La fortezza di Hohenwerfen è un castello che sorge sulle montagne a 40 km a sud di Salisburgo, in Austria. La fortezza è circondata dalle Alpi di Berchtesgaden e dai monti di Tennen; ed è la “sorella” dell’Hohensalzburg dominante proprio la città di Salisburgo ed entrambe risalgono all’XI secolo.

La fortezza venne costruita tra il 1075 ed il 1078 durante il periodo della lotta per le investiture, per ordine del principe-arcivescovo di Salisburgo, come un punto di controllo strategico posto su un promontorio naturale di 155 m sulla valle del Salzach.

Attualmente il castello è un museo aperto al pubblico.

Schloss Goldegg

Schloss Goldegg si trova su un promontorio sulla sponda settentrionale del lago Goldegg nel comune omonimo del Pongau nel Salisburghese.

La costruzione del castello attuale iniziò nel 1323 e serviva da fortificazione per la protezione della strada di collegamento tra Pongau e Pinzgau. Tantissimi e diversissimi gli usi nel corso dei secoli.

Wien

Nella Vienna “fin de siecle”, l’Imperatore Francesco Giuseppe operò una rivoluzione urbanistica, demolendo le mura già in parte distrutte da Napoleone ed edificando al loro posto la monumentale Ringstraße, il viale che circonda la città ad anello e ancora oggi arteria principale della città.

Schloss Schönbrunn

Il palazzo di Schönbrunn (Schloss Schönbrunn in tedesco), famosa reggia imperiale di Vienna, è stata la sede della casa imperiale d’Asburgo dal 1730 al 1918. Una volta si trovava in campagna, ma ormai è stato inglobato dalla città. Oltre alla bellezza dei luoghi, il complesso del palazzo è noto per ospitare il Tiergarten Schönbrunn, uno degli zoo più antichi al mondo.

KZ Mauthausen

Il campo di concentramento di Mauthausen (Mauthausen-Gusen dall’estate del 1940) era un lager nazista, una fortezza in pietra eretta nel 1938 in cima a una collina sovrastante la piccola cittadina austriaca.

Considerato impropriamente come semplice campo di lavoro, fu di fatto, fra tutti i campi nazisti, «il solo campo di concentramento classificato di “classe 3” (campo di punizione e di annientamento attraverso il lavoro)». Vi si attuò lo sterminio soprattutto attraverso il lavoro forzato nella vicina cava di granito, e la consunzione per denutrizione e stenti, pur essendo presenti anche alcune camere a gas.

Nel lager nazista di Mauthausen dall’8 agosto 1938 al 5 maggio 1945, e nei suoi sottocampi, 130’666 prigionieri vennero orribilmente assassinati dai carnefici nazisti, 5’750 erano italiani. Solo 40 mila vittime vennero identificate.

Il sito del memoriale di Mauthausen.

Colonia montana Sciesopoli

Oggi Sciesopoli è un luogo della memoria abbandonata.

La Brigata ebraica, che faceva parte dell’esercito inglese, aveva setacciato l’Europa dell’Est devastata per raccogliere e portare in Italia i bambini sopravvissuti alla Shoah. Bisognava curarli, farli mangiare, insegnargli una lingua comune, l’ebraico. Racconta lo storico milanese Marco Cavallarin: “La comunità ebraica di Milano, i pochi che erano rimasti, chiese un posto per raggrupparli. Ferruccio Parri, con il prefetto Lombardi, e il sindaco Greppi, decise che c’era la colonia fascista di Sciesopoli, intitolata al patriota Amatore Sciesa”, la colonia più bella d’Europa, secondo la propaganda fascista. Piscina riscaldata, 17mila metri quadri di parco, sala cinema, dormitori con i lettini bianchi, tutti in fila. Era rimasta vuota, “mandiamoli lì”. Così il gioiello del regime era diventato il rifugio delle sue vittime, uno scherzo del destino. La colonia venne affidata alla Brigata ebraica, che riciclò la struttura e ci mise i suoi, di bambini.

Il Comune di Selvino, duemila abitanti, sta facendo una battaglia per salvarlo assieme a Cavallarin e ad alcuni di quei bambini. Tutti rimpatriati nel ’48 nell’unica patria che poteva accoglierli: Israele. Nei kibbutz si sono sposati, hanno avuto figli e poi nipoti e ogni tanto – l’ultima volta nel 2015 – alcuni di loro sono risaliti per questa strada a tornanti, sono arrivati al cancello, l’hanno aperto e si sono messi a ridere e ad abbracciarsi, ricordando che qui è cominciata una vita nuova.

Negli anni successivi, la colonia è stata usata dal Comune di Milano per altri bambini sfortunati, poi nel ’90 è finita all’asta e nelle mani di un’immobiliare che ci voleva fare un albergo. Progetto fallito, tutto è finito ai rovi. Nel campo di calcio sono cresciuti gli alberi, la piscina è interrata. Dentro, rottami e vetri rotti, “hanno rubato tutto, lavandini e termosifoni, ma è ancora un posto meraviglioso”, dice Aurora Cantini, poetessa che vive su questo altopiano.


Colonia Fascista “Sciesopoli”, anche Pio Istituto di Santa Corona, anche Istituto Climatico Permanente
Selvino (BG)
Coordinate 45.79131, 9.7544

Molino Torretta

A nord del monastero di Viboldone, quasi al confine con l’abitato di Civesio, del molino Torretta, che in base agli esperti potrebbe essere stato il primo insediamento degli Umiliati nella zona, si conserva (ma per quanto tempo ancora?) la muratura perimetrale e qualche tramezzo. Crollato è il tetto, rotti gli ingranaggi interni e la vecchia ruota, sterpi e rovi hanno invaso le vecchie murature. Eppure fino a pochi anni fa era ancora visitabile dai ragazzi delle scuole medie… A pochi metri dal molino scorre la Vettabbia, forza motrice ormai inutilizzata, di cui è possibile vedere il meccanismo delle chiuse.

Domenica siamo aperti!

Secondo una statistica, un individuo medio di un paese occidentale trascorre il due per cento della sua vita  in un supermercato (Andrew e Geoffrey Randall, 1999) e sembra che oggi non si possa scrivere di supermercati senza evocare la vulgata apocalittica sulla mercificazione.

Per Sklovskij la funzione dell’arte è di farci di nuovo percepire nella sua ricchezza di dettagli ciò che ormai ignoriamo per abitudine: la vita quotidiana, gli oggetti che ci circondano son o il sale dell’arte(Sklovskij, 1929).

Di fronte al supermercato, tuttavia, la percezione non solo è spuria in quanto ideologicamente orientata, ma è anche del tutto anomalo nei suoi risultati. Così in uno spazio dove dominano la mediazione, l’informazione, la confezione, l’obiettivo utopico di un’esperienza immediata del reale, appare quasi improponibile.

Ben prima di queste complicazioni postmoderne, però, il supermercato è un luogo esemplareper la sua prosaicità. Dopo tutto, la sua invenzione è figlia della necessità economica, del bisogno di abbassare i prezzi, risparmiando sul lavoro dei commessi e giovandosi di economie di scala.

Ai limiti della legalità due rappresentazioni del supermercato e delle persone che lo popolano: “Fidati!” e “Domenica siamo aperti!“.

Fidati!

Secondo una statistica, un individuo medio di un paese occidentale trascorre il due per cento della sua vita  in un supermercato (Andrew e Geoffrey Randall, 1999) e sembra che oggi non si possa scrivere di supermercati senza evocare la vulgata apocalittica sulla mercificazione.

Per Sklovskij la funzione dell’arte è di farci di nuovo percepire nella sua ricchezza di dettagli ciò che ormai ignoriamo per abitudine: la vita quotidiana, gli oggetti che ci circondano son o il sale dell’arte(Sklovskij, 1929).

Di fronte al supermercato, tuttavia, la percezione non solo è spuria in quanto ideologicamente orientata, ma è anche del tutto anomalo nei suoi risultati. Così in uno spazio dove dominano la mediazione, l’informazione, la confezione, l’obiettivo utopico di un’esperienza immediata del reale, appare quasi improponibile.

Ben prima di queste complicazioni postmoderne, però, il supermercato è un luogo esemplareper la sua prosaicità. Dopo tutto, la sua invenzione è figlia della necessità economica, del bisogno di abbassare i prezzi, risparmiando sul lavoro dei commessi e giovandosi di economie di scala.

Ai limiti della legalità due rappresentazioni del supermercato e delle persone che lo popolano: “Fidati!” e “Domenica siamo aperti!“.

Isola di San Giulio

Già sede del Seminario vescovile, nel 1973 venne fondato sull’isola, ormai abbandonata, un monastero benedettino, l’Abbazia Mater Ecclesiae, nel quale vengono svolte importanti ricerche, studi e traduzioni di testi antichi. Il monastero ha anche un laboratorio di restauro e centro di ricerca e studio sui tessuti antichi.

Lodi in bianco e nero

Lodi – fondata il 3 agosto 1158 da Federico Barbarossa, in seguito alla distruzione dell’antico borgo di Laus Pompeia, già municipium romano, sede vescovile e libero comune – è tra le città d’arte più belle della Lombardia.  Queste sono il risultato di una “sfida” con gli alunni del corso di fotografia del CFP – Circolo Fotografico Paullese: raccontare Lodi con tre trittici e una cartolina…

Schloss Moosham

Schloss Moosham (Unterberg, Lungau, Salisburghese, Austria) fu documentato per la prima volta in un atto del 1191. Fu sequestrato dal principe-arcivescovo di Salisburgo intorno al 1285 e dal XIV secolo in poi fu la residenza di un burgravio episcopale. Nel 1520 divenne sede amministrativa della regione del Lungau e fu il centro amministrativo durante la caccia alle streghe tra il 1675 e il 1690. il principe-arcivescovo di Salisburgo sciolse il baliaggio di Moosham nel 1790, dopodiché il castello decadde. Oggi è una resistenza privata.

Burg Mauterndorf

Burg Mautendorf (Muttendorf, Lungau, Salisburghese, Austria) fu probabilmente costruito sul sito di un vecchio forte romano che proteggeva la strada romana da Teurnia (in Carinzia vicino Spittal an der Drau) a Iuvavum (l’odierna Salisburgo). Il forte originale fu distrutto durante le invasioni barbariche.

Il castello è stato finanziato e supportato da un sistema di raccolta dei pedaggi (maut) per la strada vicina fin dall’XI secolo. Nel XIII secolo fu eretta la fortezza tenuta dal principe-arcivescovo di Salisburgo. Il sistema di pedaggio sulla strada del Radtsädter Tauern Pass sostenne il castello e il villaggio fino al 1803, quando la collezione di pedaggi fu abbandonata durante le guerre napoleoniche. Oggi è sede di un museo.

Burg Finstergrun

Burg Finstergrun (Ramingstein, Lungau, Salisburghese, Austria) oggi è costituito da due castelli. Il vecchio castello è conservato solo come una rovina. La sua origine si crede nel XII secolo e fu costruito come fortezza collinare e fortificazione di confine in un punto strategicamente importante. Attaccato al vecchio castello c’è il nuovo, che fu completato nei primi anni del 900. Tuttavia, assomiglia molto ad un castello storico, poiché è stato costruito nello stile del XIII secolo ed entrambe le parti si uniscono per formare un insieme armonioso. Oggi è sede di un ostello.

Öskemen

Öskemen (kazako, Өскемен) o Ust’-Kamenogorsk (russo, Усть-Каменогорск), è una città del Kazakistan, capoluogo della regione del Kazakistan Orientale. Sorge alla confluenza del fiume Ul’ba nel fiume Irtyš.

Visto che io non ci sono mai stato ma mia moglie è di casa in quei posti lontani… non rimane che fare un lavoro in coppia: lei scatta, io seleziono e post-produco cercando di interpretare al meglio i suoi lunghi e appassionati racconti. Ecco quel che ne è nato: 15 fotografie in 5 tavole.

Teramo, Duomo

« La Cattedrale di Teramo è una delle cose più singolari, più composite e insieme più schiette, che possegga l’arte italiana. Così com’è oggi, essa risulta dall’unione di due chiese, delle quali la più recente funge da abside alla più antica, mentre i due bracci del transetto sono ridotti l’uno a cappella, l’altro a sagrestia monumentale. La facciata, in pietra e mattoni, è quadrata, ma il ricco portale cosmatesco e l’alta guglia gotica che lo corona slanciandosi al di sopra del cornicione, creano una dimensione nuova e rendono affatto inedita questa singolare facciata. L’interno è nudo e sobrio: le colonne provengono da antichi templi pagani, le volte hanno la potenza delle cose migliori del Medioevo, il tabernacolo, di gusto romanico, protegge l’opera d’arte più preziosa della chiesa: il celebre paliotto di Nicola da Guardiagrele che attraverso trentacinque formelle narra la storia della vita di Cristo »
(Mario Pomilio, La Cattedrale di Teramo)

Atri, Duomo

La basilica di Santa Maria Assunta (in dialetto la cattdral) è la concattedrale della diocesi di Teramo-Atri e il duomo di Atri, trimillenaria città d’arte dell’Abruzzo adriatico, a pochi chilometri da Pescara, è uno dei monumenti-simbolo dell’Abruzzo. L’interno non è accessibile a causa di uno dei terremoti che negli ultimi anni hanno messo a dura prova la mia “seconda casa”.

San Biagio

L’Oratorio cinquecentesco di San Biagio di Rossate, a Comazzo è un piccolo gioiello architettonico, dalla grande importanza storica.

Realizzato nella prima metà del 500, si ipotizza infatti che fosse uno dei primi progetti di struttura a pianta centrale creato da Donato Bramante, architetto e pittore italiano, tra i maggiori artisti del Rinascimento italiano.

Monte Corru

Parcheggiata l’auto agli Spiazzi di Gromo si costeggiano le piste per raggiungere il rifugio Vodala a 1750 mt. Poco prima di arrivare al rifugio si segue per l’arrivo della pista Nera “Orsini”. Da qui inizia il vero e propio sentiero di montagna abbandonato da sciatori e quant’altro. Si costeggia sotto il monte Corru fino a raggiungere un colletto con residuo di qualche baita…

Un progetto CHIPS.

Pöllatal

La riserva paesaggistica Pöllatal presso Rennweg am Katschberg è l’ideale per una facile escursione lungo la strada o i sentieri che la contornano.

Stay High (3ED)

Tra fotografia e pittura, in un gioco di completamento reciproco. L’obiettivo è quello di confondere lo sguardo per offrire suggestioni e sollecitare la curiosità, permettendo di vedere la città da un altro punto di vista.

Muzza, visioni diurne

P-Lomo Ispirazioni analogiche: una serie di dittici da pellicola istantanea, lungo il canale Muzza a Conterico.

La Forra del Garda

La Forra è diventato un classico itinerario per motociclisti. Una strada stretta che dà l’idea di entrare dentro la montagna.

Un anno di sport

Assieme al CFP – Circolo Fotografico Paullese e le oltre venti associazioni sportive di Paullo il racconto di un anno di sport. Questo il mio contributo.

Alumni 2015 – Bianco e nero

Le alunne e gli alunni del Corso di Fotografia di Base del CFP – Circolo Fotografico Paullese, tenuto in ottobre e novembre 2015 ripresi nella serata dedicata al ritratto. Seri e in bianco e nero.

Al mercato

Resistono. Nonostante tutto i mercati rionali sono il settimanale ritrovo di tante persone. Tra chiacchiere e compere.

Campo Imperatore

Battezzato Campo Imperiale da Federico II di Svevia, è un gioiello della natura.

Tra Salisburgo e la Carinzia

Un progetto CHIPS ante-litteram: questa raccolta era stata pensata nel 2013 per essere fatto tutta con un iPhone fin da subito. Il salisburghese vale un viaggio fotografico.

Atene

Atene, culla della civiltà occidentale. È cominciato tutto qua: filosofia; arte; storia; politica e democrazia e l’Acropoli è la prima cosa (a volte anche l’unica – non a torto) che tutti visitano dopo essere arrivati in città.